Pablo Ayo

Mi chiamo Pablo Ayo, ricercatore, giornalista, scrittore e docente di informatica. Da diversi anni collaboro con alcuni dei più noti e accreditati studiosi del mistero, spaziando dalle antiche civiltà sepolte alle nuove frontiere della fisica quantistica e dell esplorazione spaziale. Ho pubblicato per diverse riviste quali Dossier Alieni, X-Times, Stargate Magazine e molte altre, pubblicando parallelamente sul magazine Online www.strangedays.it e tenendo una rubrica sugli avvistamenti ufo nel programma Mistero di Italia 1.

CHI SONO:

Di certo non un “ufologo”, termine che con il tempo ho imparato ad esecrare, mi definirei un ricercatore in senso lato, dedicandomi ad indagare sui misteri che avvolgono questo universo e cercando di dare delle soluzioni, o formulare teorie, che possano aiutare a fare luce su quel vastissimo mondo, senza inizio né fine, che è l’ufologia.

Mi sono avvicinato all’ ufologia a 12 quando, quando per la prima volta ho letto un libro riguardante gli ufo, da allora non ho mai smesso di interessarmi a quegli argomenti correlati agli ufo e alle civiltà scomparse.
Qualcuno di voi si chiederà come mai mi interesso al “problema” ET, beh in un certo senso potrei dire che è il “problema” ad essersi interessato a me… ritengo comunque che una certa quantità di “informazioni oniriche”, riguardanti frequenze che differiscono dalla nostra dimensione o sistema, inizino ad essere parte del comune inconscio collettivo mondiale.

PERCEZIONE DELLA REALTÀ:

La M Teoria ci insegna che la realtà non è altro che il prodotto della risonanza tra diverse frequenze prodotte dalle stringhe, ma siamo davvero sicuri che la realtà prodotta sia semplicemente quella da noi comunemente percepita? O ancora il film Matrix che con la sua sfrontatezza ci ha fatto capire la differenza tra Percezione e Realtà. Ma come fare a varcare quella porta che separa questi due mondi così vicini ma che differiscono così tanto nel significato?

Per varcarla occorre “a leap of faith”, un salto di fede nelle Altre Realtà, nella percezione diversificata, una negazione dell’illusione che chiamiamo realtà concreta e ineluttabile, in definitiva una autentica “Tabula Rasa” percettiva del mondo esistente attorno a noi allo scopo di visualizzarne uno diverso. Come disse Amleto, “potrei chiudermi in un guscio di noce e dichiararmi Re dello spazio infinito”, perchè la realtà cambia se cambia la banda di frequenza della nostra percezione. Non ho ricette miracolose, non posso giurarvi che accadrà di sicuro, nè so dirvi come fare o che mezzi usare, ma a volte la magia funziona. Provateci.

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